Una breve intensa storia che vale la pena raccontare per dare qualche spunto a chi ha strane idee che frullano per il capo…
L’HB Torino nacque una sera d’estate del 2001 … a causa del caldo e della noia.
A due amici inquieti, che stavano un po’ troppo girando a vuoto, scappò detto di come sarebbe stato bello praticare uno sport agonistico, il basket, per esempio, una delle discipline sportive di maggior richiamo e successo, ma la cosa non era semplice per due ragazzi disabili.
Nonostante Torino fosse una città all’insegna di grandi cambiamenti sia dal punto di vista strutturale sia dal punto di vista sociale, non esisteva infatti all’epoca alcuna squadra di basket in carrozzina.
Quella sera, uno di loro buttò li un distratto: “A Torino c’è un po’ di tutto, avremo anche le olimpiadi, ma perché nessuno ha mai pensato a una squadra di basket in carrozzina?”
I due “pionieri” sapevano bene che, ad esempio, in Sardegna c’era la possibilità di partecipare a dei provini per diventare giocatori di basket: bastava superare una prova non certo impossibile e la squadra locale avrebbe offerto loro per tutta la durata della stagione agonistica un alloggio e i rimborsi spesa… Ma amavano Torino, e questa era la loro città.
Quella serata finì con la reciproca promessa di pensarci su, e di accertare la possibilità di costituire un gruppo di atleti per dar vita ad una nuova squadra di basket in carrozzina che potesse far entrare Torino nel panorama di uno dei più importanti sport di squadra, da anni riconosciuto e rappresentato all'interno del C.O.N.I. dalla Federazione Italiana Sport Disabili (F.I.S.D.).
A quella serata ne seguirono evidentemente molte altre, passate a mettere a punto la pensata estiva, dimostratasi da subito impegnativa sotto più punti di vista. Ma i due erano ben consapevoli che altri ragazzi disabili avrebbero voluto praticare tale sport: bastava trovarli, entusiasmarli, coinvolgerli nel progetto.
Cristian Di Pietro e Gianluca Da Lio li trovarono presto, questi nuovi amici sportivi, e poterono dar vita, esattamente un anno dopo, il 3 Luglio 2002, all’Associazione Sport Disdabili Handibasket Torino. Alla costituzione, partecipò già un atleta che si sarebbe rivelato in seguito un pezzo da novanta: Emanuel Tekle, l’attuale capitano della squadra.
In attesa della costituzione, sin dal settembre 2001 cominciarono gli allenamenti ed in poco tempo il numero dei giocatori aumentò oltre le più rosee aspettative.
Tramite diversi giri di telefonate si riuscirono ad avere da giocatori ed ex giocatori di altre città alcune carrozzine da gioco. Anche se si trattava di modelli vecchi e non più usati, per il manipolo dei “fondatori” si trattava di carrozzine “d’oro”.
Subito dopo venne la palestra: la 9° circoscrizione di Torino aveva offerto all’associazione l’utilizzo dell’impianto di via Cesare Pavese (Oggi si gioca in Via Moncrivello).
A questo punto, il problema fondamentale era trovare i fondi necessari per potersi iscrivere al campionato di serie B e per affrontare eventuali trasferte. Decisero allora di proporre al pubblico un loro calendario. L’idea funzionò talmente bene che dovettero fare una ristampa per chi era rimasto senza. Così riuscirono a superare l’ostacolo economico sia grazie al loro spirito di iniziativa sia grazie all’aiuto dell’unità spinale di Torino che aveva prestato alla squadra un furgone per le trasferte.
Alla fine del campionato 2002-03 l’HB Torino si classificò .. buon ultimo, nonostante la squadra avesse riportato qualche vittoria contro avversari che giocavano già da tempo, cosa non certo semplice per chi è alle prime esperienze).
L’anno seguente riuscirono ad affrontare il campionato facendo meglio del precedente, ma i fondi finirono e si ebbe la sensazione che tutto dovesse finire così: ma da qualche parte, per la squadra, era scritta un’altra storia.
E in quella storia c’erano scritti a grandi lettere i nomi dell’avvocato Giorgio Merlone ed del primario del CTO Antonio Miletto i quali decisero che il basket in carrozzina a Torino non poteva finire così.
Oggi, grazie a loro e ad altri amici che dal 2004 decisero di dedicare tempo e passione per dare maggior peso alla squadra, quell’idea nata in una stanca e calda sera d’estate è diventata una realtà ben viva ed operativa: l’HB TORINO è ormai un punto fermo nell’ambito dello sport disabili di squadra e, soprattutto, ha intenzione di crescere ancora, senza però perdere di vista lo spirito di allegria ed amicizia che ha sempre caratterizzato il gruppo.
E’ chiaro però che l’obiettivo semplice semplice dei primi giorni (muoversi un po’, fare qualcosa di interessante ed utile per non sprecare il tempo) è ormai diventato una cosa diversa e più impegnativa. Basta vedere ciò che abbiamo scritto nella home page del nostro sito
Il nostro principale scopo è quello di integrare i ragazzi disabili, avviandoli alla pratica sportiva sia per l’attività motoria che per quella agonistica. “L’Associazione, mediante l’uso di attrezzature e impianti sul territorio intende contribuire alla promozione, alla diffusione,al coordinamento, alla sperimentazione delle attività sportive tra i disabili fisici e/o mentali e/o non vedenti. […]”: questo è ciò che abbiamo voluto scrivere nel nostro Statuto Sociale ed è quello che ci impegneremo a fare negli anni a venire. |